#68 - Elisa Manacorda e l’importanza della formazione e del metodo nella comunicazione scientifica
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Elisa Manacorda, giornalista scientifica e direttrice del giornale online “Il Galileo”, ha pronunciato il suo intervento il 4 dicembre 2025 nell’Aula Magna di Santa Lucia in occasione della Cerimonia di proclamazione delle dottoresse e dei dottori di ricerca – area scientifica dell’Università di Bologna.
Il video completo è disponibile sul canale YouTube di Ateneo:
https://youtube.com/live/T9IcUKgbdzY
Show transcript
00:00:03: Benvenuti ad Almalexio, il podcast dell'Università di Bologna dedicato all'Elexio Magistralis tenute da scienziati intellettuali e personaggi illustri che nel corso degli anni sono stati invitati dall'università di bologna a condividere loro sapere e contribuire alla divulgazione della conoscenza.
00:00:22: Nella puntata di oggi ascoltiamo Elisa Manacorda, giornalista scientifica e direttrice del Giornale Online Il Galileo che ha pronunciato il suo intervento il quattro dicembre, twenty-five nella Olamagna di Santa Lucia in occasione della cerimonia di proclamazione delle dottoresse dei dottori di ricerca area scientifica dell'Università di Bologna.
00:00:43: Buon ascolto!
00:00:48: Grazie davvero.
00:00:50: grazie alla proletrice Vicare, alla professoressa Tondelli.
00:00:57: Grazie a chi mi ha voluto qui e ovviamente è un grande privilegio essere in questo luogo così prestigioso a congratularmi con voi per il vostro traguardo raggiunto che più che un traguardo sarà questo ovviamente il mio augurio un trampolino di lancio verso una vita professionale appagante.
00:01:23: Come ha anticipato la prorettrice io vengo da un altro mondo non da quello accademico, ho la mia brava laurea ma poi ho intrapreso un altro percorso che è quello della comunicazione e poiché i percorsi professionali non sono quasi mai lineari il caso ha voluto che alla fine io diventassi una giornalista e mi occupasse di scienza.
00:01:50: E a voi, che oggi siete parte integrante della comunità scientifica vorrei raccontare poche cose di quello che ho imparato in questi anni di lavoro, confrontandomi con un mondo che in trent'anni è cambiato con una velocità impressionante e che certamente ancora cambierà.
00:02:14: Molti di voi usciranno dall'academia, andranno a lavorare per centri di ricerca, istituzioni, aziende magari anche nel mondo della comunicazione.
00:02:25: fonderete startup, ricoprerete incarichi più o meno prestigiosi non importa.
00:02:32: Qualunque cosa facciate e diventerete la vostra formazione di uomini ed donne di scienza resterà sempre con voi.
00:02:43: il vostro sguardo che si è costruito sulla direzione tracciata da Galileo e da pensatori più contemporanee in tante discipline sarà sempre il vostro sguardo e in ogni luogo in cui vi troverete con chiunque vi confronterete questo sguardo sarà utile non soltanto a voi per capire, per vedere le cose più chiaramente con la curiosità e la voglia di capire questo mondo complesso ma sarà utilesi anche al vostro pubblico grande o ristretto che sia ai vostri familiari, ai vosturi colleghi e i vostri amici, ai vostri studenti in futuro.
00:03:31: In generale sarà utile alla società civile perché il vostro sguardo di scienziate e scienciati aiuterà gli altri a capire se saprete farvi capire?
00:03:48: La prima cosa che ho imparato dunque è che è importante parlare di scienza ovunque a cominciare dalla scuola, di ogni ordine e grado per finire ai mezzi di comunicazione di massa che si tratti di un mensile cartaceo o con pari dignità se fatto bene anche sulle piattaforme social.
00:04:08: Perché è importante parlar di scienza?
00:04:12: È importante parlere di sciensa non perché si debba sapere tutto di tutto.
00:04:16: la parola scienza è talmente vasta che nessuno ha la possibilità di essere esperto in ogni campo, ma non è questo quello che ci serve.
00:04:26: Ci serve invece parlare del processo della scienza e di metodologia scientifica per capire che della scienza non dobbiamo avere paura se la sappiamo governare.
00:04:40: Dobbiamo parlare di scienza perché la scienza è politica, perché la science è economia.
00:04:47: La scienza è vita quotidiana.
00:04:50: Lo vediamo quando siamo chiamati a decidere, non su temi astratti ma che impattano sulle nostre esistenze.
00:04:57: Pensiamo ai referendum sulla procreazione medicalmente assistita sul nucleare pensiamo a temi come il fine vita pensiamo alla carne coltivata pensiamo agli OGM pensiamo ora alla crisi climatica all'intelligenza artificiale, tutti i temi su cui uno sguardo scientifico può essere di grande aiuto per essere più consapevoli delle decisioni che siamo chiamati a prendere.
00:05:26: Uno sguardro abituato al metodo scientifico ci aiuta per esempio a sapere distinguere le fonti d'informazione affidabili e non affidabbili, a saper leggere in modo critico un articolo di giornale a interpretare più chiaramente le diverse posizioni di un dibattito televisivo su un tema complesso.
00:05:47: È in questo modo che si costruisce quella che chiamiamo cittadinanza scientifica, il fatto di essere cittadini informati critici consapevoli con la capacità di comprendere i processi scientifici per affrontare le sfide complesse della società in cui viviamo.
00:06:08: Certo oggi la scienza non sembra godere di buona stampa, lo vediamo per esempio negli Stati Uniti dove l'amministrazione l'ha messa sotto attacco con scelte pericolose sulla salute globale sull'energia sul cambiamento climatico.
00:06:24: Quindi siamo giustamente preoccupati di quello che sta accadendo.
00:06:30: eppure a guardare i dati non sembra esserci un crollo di sfiducia generalizzato nei confronti della scienza.
00:06:38: C'è un interessante paper apparso all'inizio di quest'anno su Nature Human Behavior che si chiama la fiducia negli scienziati e nel loro ruolo nella società, lo ha scritto un gruppo di ricerca internazionale dalla Svizzera al Marocco composto da economisti, sociologi, psicologi anche comunicatori e questo paper mette in luce Alcune cose interessanti.
00:07:05: Negli ultimi anni dicono gli studiosi l'autorità epistemica della scienza è stata messa in discussione, dalla disinformazione da teorie del complotto, d'atteggiamenti populisti legati alla scienza che hanno fatto percepire un antagonismo tra la gente comuna e il buon senso da un lato ed elita accademiche le competenze scientifiche dall'altro.
00:07:30: Questa presunta distanza tra l'academia e il grande pubblico è forse l'aspetto più preoccupante sul quale dobbiamo tutti riflettere, ma è anche l' aspetto rispetto al quale la comunicazione può svolgere un ruolo importante di mediazione.
00:07:48: A partire da queste preoccupazioni, circa la scarza fiducia del pubblico negli scienziati gli autori hanno condotto un sondaggio in sessantottopaisi coinvolgendo settanta due mila intervistati.
00:08:01: Il risultato, ve la faccio breve è che nella maggior parte dei paesi le persone si fidano degli scieniziati.
00:08:08: ci sono naturalmente delle differenze perare geografiche.
00:08:13: i Paesi con più fiduci a nell'ascenza e negli Scienziari legitto l'India, la Nigeria e in fondo alla classifica troviamo invece l'Albania, La Russia il Kazakistan.
00:08:28: L'Italia spiace dirlo è leggermente sotto la media.
00:08:34: c'è anche poi un identikit della persona che si fida degli scienziati.
00:08:41: abbiamo riscontrato dicono gli studiosi livelli di fiducia più elevati in alcuni gruppi demografici le donne, gli anziani.
00:08:51: I residenti di aree urbane rispetto a quelle rurali, le persone istruite, persone con reddito elevato, persone religiose, persone di tendenze liberali o progressiste... Per molti aspetti questo non è una sorpresa tuttavia!
00:09:08: Questo identicchietà è immensamente utile per capire il tipo di pubblico a cui possiamo rivolgerci con maggiori chance di essere ascoltati, ma anche di capire qual è il pubblico su cui dobbiamo concentrare i nostri sforzi comunicativi per migliorare la fiducia nella scienza.
00:09:27: Rinchiusi nelle nostre bolle sociali spesso dimentichiamo che il confronto con chi già la pensa come noi è un'attività di cortorespiro non avere paura con chi non ha la stessa nostra storia culturale gli stessi strumenti, le stesse opinioni.
00:09:47: Questo è invece fertile e vitale.
00:09:52: c'è però un altra cosa su cui è importante riflettere.
00:09:55: dall'indagine emerge come il cinquanta quattro per cento del campione sia profondamente d'accordo con l'affermazione.
00:10:03: gli scienziati dovrebbero comunicare di più con il grande pubblico.
00:10:09: quindi la scienza va raccontata.
00:10:11: le persone lo stanno chiedendo ma in che modo?
00:10:15: Nel corso del mio lavoro, un'altra cosa che ho imparato è che raccontare la scienza non è affatto facile.
00:10:24: Molto spesso scienze e comunicazione non vanno d'accordo.
00:10:28: In primo luogo per una questione di tempi La scienza si muove lentamente La buona scienza ancora più lentamente.
00:10:38: Gli scienziati migliori sono attenti e metodici, passano dalle ipotesi alle conferme attraverso passi molto ben ponderati.
00:10:47: la comunicazione invece pensiamo al giornalismo per esempio va molto più velocemente e questo genera diversi problemi i titoli esagerati gli articoli inaccurati Il racconto di cure miracolose nel settore della salute basati su studi con campioni molto piccoli o animali dei laboratori, o cellule.
00:11:12: Li dobbiamo raccontare e in che modo?
00:11:15: Articoli contraddittori a breve distanza di tempo.
00:11:18: accade spesso con gli studi sulla alimentazione cosa fa bene, cosa fa male il caffè, il vino rosso le uova?
00:11:25: non riusciamo mai a capirlo in modo definitivo.
00:11:29: Ora queste oscillazioni sono ovviamente parte del processo scientifico.
00:11:34: Mettere in discussione, verificare nuovamente cose che si davano per scontate.
00:11:39: eppure dal punto di vista della comunicazione questo può essere confondente.
00:11:44: il rischio è di allontanare lettori ascoltatori follower.
00:11:49: le persone smettono di fidarsi non solo dei comunicatori ma anche di chi fa ricerca e questi sono i temi su cui noi comunicatori ci interroghiamo spesso come tradurre quelle che possono sembrare incongruenze in fasi normali del percorso scientifico.
00:12:07: In questo rapporto tra scienza e comunicazione c'è poi un problema di linguaggio, il linguaggio della scienza è netto pulito.
00:12:15: in genere una parola significa una cosa e una soltanto.
00:12:20: Noi comunicatori della scienza usiamo metafore, similitudini, parallelismi ma noi parliamo a tutti è nostro dovere, parliamo un pubblico generico con competenze le più diverse a cui noi dobbiamo raccontare cose complesse senza banalizzare e questo a volte crea conflitti profondi con il mondo della ricerca che è molto più attento all'uso delle parole appropriate.
00:12:45: e c'è infine un problema di gerarchia delle informazioni.
00:12:50: Noi comunicatori della scienza scegliamo di raccontare solo alcune cose, quelle che noi riteniamo più importanti ed è una selezione di cui ci assumiamo la responsabilità forti delle nostre competenze professionali.
00:13:05: ma chi ha passato la vita a studiare un singolo fenomeno ritiene che ogni minimo avanzamento nel suo settore di ricerca sia degno di interesse cosa che è vera nel campo della ricerca, ma che spesso non è vero per il grande pubblico.
00:13:21: E anche in questo caso c'è una frizione evidente tra due diverse scale di importanza.
00:13:28: Cosa serve allora e vado a concludere?
00:13:31: Per comunicare la scienza.
00:13:33: Serve un'alleanza tra chi la scienza la fa e chi la scensa la racconta.
00:13:40: Un'allezza tra giornalisti divulgatori comunicatori da un lato e il mondo dell'academia, della ricerca dall'altro.
00:13:49: Serve un incontro tra quelli che sono fuori e quelli dentro i centri di produzione del sapere scientifico.
00:13:58: Chi sta fuori deve poter entrare nei meccanismi di produizione dell'attività scientifica per comprenderne i valori, gli interessi, le aspettative, le necessità di comunicazione.
00:14:10: e chi sta dentro, allo stesso modo deve uscire nel mondo e sapere su quali binari si muove la comunicazione i tempi, gli linguaggi, le finalità.
00:14:21: Per ottenere il meglio da questa alleanza serve curiosità verso l'altro e soprattutto rispetto dei ruoli e delle competenze che sono diverse ma non possono vivere l'una senza l'altra.
00:14:37: la comunicazione della scienza senza l'apporto di ricercatori, vale zero e la ricerca che non viene raccontata non ha un posto nel mondo.
00:14:48: Per questo per augurarvi, nell'augurarvi di cuore di trovare la vostra strada voglio solo ricordarvi la vostre responsabilità non solo nella produzione di conoscenza ma anche nella sua comunicazione.
00:15:03: abbiate cura del rapporto con noi comunicatori così come noi cerchiamo di avere cura del rapporte con i produttori di conoscenza.
00:15:11: Non disprezzate la necessità di parlare a tutti, siate nostri alleati sentiteci dalla vostra parte utilizzateci considerateci il vostro mezzo per diffondere quello che avete capito con I vostri studi e con Il vostro lavoro dentro o fuori laboratori di ricerca e allo stesso tempo imparate in prima persona a raccontare, a mostrare, a spiegare con pazienza e umiltà perché in questo modo aiuterete questo Paese ad avere meno paura del futuro.
00:15:48: Grazie
00:16:03: Avete ascoltato la lezione dottorale che Elisa Manacorda, giornalista scientifica e direttrice del Giornale Online Il Galileo ha pronunciato il quattro dicembre twenty-five nella Olamagna di Santa Lucia in occasione della cerimonia di proclamazione delle dottoresse dei Dottori di Ricerca Aria Scientifica dell'Università di Bologna.
00:16:24: Vi aspettiamo alla prossima al malexio!
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