#70 - Francesco Maria Chelli: “Gli scenari demografici e le giovani generazioni: tendenze, squilibri, prospettive”

Show notes

Francesco Maria Chelli, docente ordinario di Statistica e presidente dell’ISTAT, l'Istituto nazionale di statistica, ha pronunciato il suo intervento il 27 marzo 2026 nell’Aula Magna di Santa Lucia in occasione della Cerimonia di inaugurazione del 938° anno accademico dell’Università di Bologna.

Il video completo è disponibile sul canale YouTube di Ateneo:
https://youtube.com/live/BzEh_NrfTFc

Show transcript

00:00:03: Benvenuti ad Almalexio, il podcast dell'Università di Bologna dedicato all'Elexio Magistralis tenute da scienziati intellettuali e personaggi illustri che nel corso degli anni sono stati invitati dall'università di bologna a condividere loro sapere e contribuire alla divulgazione della conoscenza.

00:00:23: Nella puntata di oggi ascoltiamo Francesco Maria Kelly docente ordinario di statistica e presidente del DISTAT che ha pronunciato il suo intervento, il veintisette marzo duemile ventisei nella Olamania di Santa Lucia in occasione della cerimonia d'inaugurazione del novecentotrentottesimo anno accademico dell'Università di Bologna.

00:00:43: Buon ascolto!

00:00:48: Autorità, magnifice rettrici e magnifici rettori, cari colleghe e cari colleghi, care studentesse e carri studenti, buon pomeriggio.

00:00:58: Voglio prima di tutto ringraziare il rettore Giovanni Molari per l'invito e per le sue parole di apprezzamento per il lavoro del nostro istituto.

00:01:06: È un onore, per me, per L'Istituto che presiedo essere qui oggi all'apertura dell'anno accademico dell'Università Alma Mater Studiorum di Bologna una comunità che da secoli come è ricordato il rettore rappresenta l'eccellenza nella ricerca e nell'avanzamento della conoscente.

00:01:24: E ringrazio ovviamente tutti voi per essere qui presenti.

00:01:28: Negli ultimi anni è stato affrontato credo con maggiore consapevolezza.

00:01:36: Anche grazie all'impegno del listate nel raccontare, analizzare e in qualche modo anticipare i cambiamenti in atto.

00:01:44: sentiamo spesso parlare di emergenza demografica.

00:01:47: ritengo che questo avvertimento pur giusto meriti una riflessione attenta al suo significato e ai dati.

00:01:55: possono aiutarci a capirne il perché.

00:02:02: Quando osserviamo l'evoluzione dell'Italia nei prossimi decenni, il punto di partenza non è tanto non solo il numero attuale di residenti quanto alla struttura per età della popolazione.

00:02:14: È lì come vedremo che si legge già oggi il nostro futuro.

00:02:18: Nell'età contemporanea la storia delle popolazioni dei Paesi avanzati insegna che i cambiamenti demografici di lungo periodo si manifestano sotto forma di transizioni.

00:02:29: L'Italia al pari di tutti i Paesi sviluppati ne ha conosciute due.

00:02:33: La prima è quella che va dall'Unità d'Italia alla metà degli anni settanta del secolo scorso, un periodo in cui la popolazione è passata da un regime di alte natalità e mortalità a uno moderno caratterizzato da una bassa natalita e un altrettanto contenuta a mortalità.

00:02:51: Una fase che potrebbe dirsi conclusa nell'ultima volta in cui il Paese ha conosciuto una fegondità sopra il livello di sostituzione pari a due virgolo uno figli per donna.

00:03:04: Negli anni successivi, fino a quasi i giorni nostri la seconda transizione demografica ha modificato profondamente i comportamenti familiari aumenta la scolarizzazione cresce la partecipazione femminile al mercato del lavoro si ritardano matrimoni e figli Convivenze e nascite si verificano sempre più fuori dal matrimonio.

00:03:25: La famiglia tradizionale perde centralità a favore di modelli più diversificati.

00:03:31: L'immigrazione, alle quale l'Italia si apre dalla metà degli anni novanta, compensa in ampia parte il calo delle nascitte pur senza contrastare il progressivo invecchiamento della popolazione.

00:03:44: Si tratta di trasformazioni profonde che possiamo riconoscere nelle traiettorie di vita di ciascuno di noi e che sono destinati ad accentuarsi nei prossimi anni a meno d'immaginare un radicale cambiamento nei comportamenti demografici o nella dinamica delle migrazioni.

00:04:02: Il nostro futuro demografico deve essere interpretato come l'evoluzione di questi processi, non necessariamente come all'emergere una crisi irreversibile.

00:04:13: Siamo probabilmente come più di qualche esperto sembra suggerire all'interno di una terza transizione demografica, con la quale dovremmo convivere nei prossimi decenni i cui tratti distintivi saranno l'ulteriori invecchiamento della popolazione almeno fino a quando le generazioni del baby boom non tenderanno a distinguersi e la sua progressiva riduzione.

00:04:37: L'analisi dei principali indicatori demografici testimonia con chiarezza i processi in atto.

00:04:43: A partire dal La popolazione italiana è calata di uno virgola quattro milioni di persone scendendo già alla fine del due mila ventidue sotto la soglia dei cinquantanove milioni.

00:04:57: La natalità del resto permane molto bassa, nel duemila veintiiquattro si sono registrate meno di trecento settanta milla nascite dalle oltre cinquecento milla del due milla quattordici e le circa cinque centosettanta sette mila del duemilaiotto.

00:05:12: il tasso di fecondità è sceso a uno virgo la diciotto figli per donna il più contenuto mai registrato in Italia.

00:05:19: Alla diminuzione ha contribuito sia il calo delle persone in età riproduttiva, sia appunto una fegondità bassa e tardiva.

00:05:28: In questa tendenza l'Italia non rappresenta un caso isolato è l'intera Unione Europea a registrare un calo della fegundità con popolazioni tendenzialmente decrescenti se non per il positivo contributo delle migrazioni con il resto del mondo.

00:05:44: Tra il due mila quattordici e il duemila ventiquattro, la fecondità media nella UE-Ventisette scesa da uno virgola cinquanta quattro a uno virghola.

00:05:52: trentacuattro figli per donna.

00:05:54: Il livello più basso del decennio.

00:05:57: Alcuni paesi mantengono ancora elevati i livelli.

00:06:00: La Francia d'esempio registra uno vírgola.

00:06:02: sessantuno figli perdona ma i tassi risultano generalmente in declino.

00:06:07: nel corso dell'ultimo decenno sono aumentati i decessi passati da circa seicentomila a livelli superiori ai seicento cinquantamila negli anni più recenti, anche per effetto dell'invecchiamento della popolazione.

00:06:20: Il miglioramento delle condizioni di sopravvivenza delle popolazioni si è riflesso del resto in un aumento della speranza di vita che ha raggiunto tantuno virgola cinque anni per gli uomini e ottantacinque virgolasei per le donne.

00:06:34: Un risultato importante per il nostro Paese che merita di essere riconosciuto.

00:06:40: A compensare, almeno in parte la perdita di popolazione ha contribuito il saldo migratorio con l'estero.

00:06:47: Nel corso del decennio le immigrazioni hanno mostrato un andamento crescente passando da circa twocentosettanta setta e mille ingressi nel due mila quattordici a quattrocento cinquantadue mila nel duemila ventiquattro.

00:07:01: Ad aumentare sono state anche le emigrazioni d'italiani verso l'estero che nel duemeventicuattro hanno raggiunto il valore massimo registrato nel decennino cento quarantuno mila.

00:07:11: sul cui livello tuttavia pesi rafforzamento della normativa in materia di iscrizione all'anagrafe degli italiani residenti all'estero.

00:07:19: Nel complesso, grazie al contributo dell'immigrazione straniera il saldo migratorio è rimasto ampiamente positivo.

00:07:27: la popolazione stranera residente ha raggiunto e superati cinque virgola quattro milioni di persone il nove virgolo uno del totale e nel duemila ventiquattro oltre duecentodiciassette mila stranieri hanno acquisito la cittadinanza italiana.

00:07:44: A questi movimenti si è accompagnato un processo di invecchiamento della popolazione, l'età media è salita a quaranta sei virgola nove anni mentre è diminuita la quota di giovani ed aumentata quella degli over sessantacinque.

00:08:02: La contrazione demografica non è stata però uniforme tra le ripartizioni geografiche Nel mezzo giorno risulta sistematicamente più intensa lungo tutto il decennio, novecentosettantanove mille residenti in meno principalmente per effetto della maggiore mobilità in uscita.

00:08:20: Diverse regioni nelle altre ripartizioni hanno rivelato invece una maggiora capacità di tenuta con Il Nord che ha evidenziato recentemente persino segnali di crescita grazie ai flussi migratori nell'entrata dall'estero ma anche dalle altre regioni italiane, in particolare dal mezzo giorno.

00:08:40: Da tempo ormai abbiamo rilevato dinamiche più fragili nelle cosiddette aree interne, caratterizzate da minore accessibilità ai servizi essenziali e dalla presenza di piccoli comuni.

00:08:51: questi territori che ospitano circa un quarto della popolazione italiana stanno registrando un declino demografico ancora più rapido.

00:09:00: Negli ultimi decenni la loro popolizione è diminuita in misura più marcata rispetto ai centri.

00:09:05: ha redotate di infrastrutture necessarie a garantire servizi di istruzione, salute e mobilità.

00:09:12: E in modo più intenso nelle aree interne del mezzo giorno dove il declino ha interessato tre comuni su quattro.

00:09:20: Alla base di questo processo via una dinamica naturale fortemente negativa, più intensa che nei centri.

00:09:26: un ruolo decisivo dello spopolamento è svolto anche dalle migrazioni.

00:09:30: Nei ultimi dieci anni i flussi in uscita da le aree interni pari circa a tre virgola due milioni, non sono stati compensati dagli arrivi.

00:09:39: Quasi la metà di questi movimenti origina dall'area interna del mezzo giorno e una quota significativa a ducento novanta a due mille individui è diretta verso i centri del nord.

00:09:53: A ciò si aggiunge l'aumento degli espatri di cittadini italiani che risultano quasi raddoppiati rispetto a vent'anni fa e sempre più spesso riguardano i giovani.

00:10:05: Voglio soffermarmi in modo più specifico sul tema delle migrazioni dei giovani, che negli ultimi anni hanno assunto un ruolo rilevante nel ridifinire la struttura demografica del Paese.

00:10:16: Come detto l'emigrazione verso l'estero è cresciuta in modo costante passando da circa ottantanove mille espatri nel due mila quattordici agli oltre cento quarantuno mila nel duemila ventiquattro.

00:10:28: Nel complesso del periodo il saldo migratorio dei cittadini italiani ha comportato una riduzione di poco meno di sixcento cinquantamila residenti, oltre la metà dei quali tra i diciotto e i trentacuattro anni.

00:10:42: Le partenze hanno interessato soprattutto le regioni del nord-ovest il ventisette virgolotto per cento seguite da quelle del sud e del nord est.

00:10:51: Le destinazioni degli espatri giovannili nel corso del decennio sono state prevalentemente concentrate nell'Europa occidentale con Germania, Regno Unito e Svizzera tra i principali Paesi di Arrivo sommando oltre il quaranta sette per cento dei flussi.

00:11:08: In parallelo, l'apporto dell'immigrazione ha contribuito a sostenere la presenza della popolazione in età lavorativa e a mantenere attivo il bilancio migratorio complessivo dei giovani aumentati di circa un milione.

00:11:22: Come già ricordato accanto alla mobilità internazionale resta molto rilevante anche quell'interno.

00:11:28: i giovanni continuano a spostarsi soprattutto dal mezzogiorno verso il centro nord dove si concentrano maggiori possibilità di formazione e lavoro.

00:11:39: Nel corso del diecenio, circa cincuecento cinquantacuattromila giovani meridionali si sono trasferite nelle regioni centrosettentrionali mentre solo centosettanta tre mila si sono spostati sulla rotta inversa generando un saldo migratorio fortemente negativo per il mezzo giorno in alcune regioni meridionali.

00:12:00: così come le perdite dovute così le perdite dovute alla mobilità interna si sommano a quelle verso l'estero, configurando un vero e proprio doppio essodo giovanile.

00:12:16: Nei processi di integrazione economica e sociale la mobilità dei giovani laureati ricopre un ruolo particolarmente rilevante.

00:12:24: Nell'ultimo decennio, il saldo migratorio con l'estero degli degli italiani laureati tra venticinque e trentacuattro anni è stato costantemente negativo.

00:12:34: E ha prodotto una perdita complessiva di oltre centodiciassette mila giovani.

00:12:39: I paesi dell'Europo occidentale rappresentano le mete più frequenti per i veinticinco e trentequattrenni attratti verosimilmente da mercati del lavoro più dinamici maggiori opportunità professionali e livelli salaliali, iniziali più elevati.

00:12:55: Il Regno Unito in particolare accoglie circa un quinto degli espatri dei giovani laureati.

00:13:00: oltre la metà delle partenze interessano le regioni del nord ma occorre sottolineare che una parte di questi giovane è nata all'estero circa il quindici per cento verosimilmente nuovi cittadini italiani per acquisizione o è originaria nel centro sud poco meno del nove percento.

00:13:18: le regioni settentrionali possono quindi rappresentare una tappa intermedia di percorsi migratori più ampi.

00:13:27: sul piano quantitativo questi flussi sono stati compensati dal contributo dell'immigrazione straniera.

00:13:34: nel quinquennio duemila dieciannove due mila vintitrei.

00:13:36: infatti la perdita netta di circa cinquantotto mille giovani laureati italiani tra venticinque e trentacuattro anni è stata controbilanciata dall'arrivo di giovani laureati stranieri con un saldo complessivo, positivo circa dieci mila unità.

00:13:54: Un capitale in ingresso che sia adeguatamente valorizzato e integrato nel sistema produttivo può contribuire a rafforzare la dotazione di competenze nel nostro Paese.

00:14:10: Nel contesto appena descritto l'Emilia Romagna si distingue per una maggiore capacità di tenuta.

00:14:16: Nel corso dell'ultimo decennio l'andamento demografico è stato infatti generalmente più favorevole rispetto alla media nazionale, principalmente grazie ai frussi migratori interni ed esteri che hanno compensato il calo del saldo naturale.

00:14:30: I livelli di attrattività interne ed estera risultano infatti tre più elevati in Italia.

00:14:35: Nell'ultimodecennio in particolare la trattivita interna si è mantenuta elevata seppure sia ora in Lieve Calo, mentre quella verso l'estero risulta in crescita soprattutto negli anni più recenti.

00:14:48: Nel complesso si registra un aumento di trentadue mila giovani laureati di venticinque e trentacuattro anni grazie soprattutto a un saldo migratorio interno largamente positivo.

00:15:00: la capacità attrattiva della regione si concentra soprattutto nella provincia di Bologna Da anni ormai listate.

00:15:10: non si limita ad escrivere il presente ma prova a raccontare il futuro demografico del Paese attraverso le sue previsioni.

00:15:17: Un punto è necessario chiarire fin da subito, una parte significativa delle dinamiche e future non potrà essere invertita ma solo governata.

00:15:28: I scenari demographici sono infatti in larga misura già scritti nella popolazione corrente perché il peso dell'attuale struttura per età della popolazione risulta prevalente rispetto ai comportamenti demografici attesi, pur in un quadro di inevitabile incertezza e cautela nell'estime di cui si deve tenere conto.

00:15:48: L'ulterior aumento della sopravvivenza la persistente bassa natalità e le trasformazioni delle strutture familiari comporteranno un cambiamento nella composizione della popolazione che rafforzerà il processo di invecchiamento nonostante il contributo atteso delle migrazioni internazionali.

00:16:07: Nello scenario mediano, quello ritenuto più plausibile dal LISTAAT le stime indicano che la popolazione residente scenderà gradualmente a cincuanta.

00:16:16: quattro virgola sette milioni entri il duemila cinquanta.

00:16:20: quattro virgola tre milioni in meno rispetto al duemila ventiquattro, una riduzione pari al circa il sette per cento.

00:16:28: Tenendo conto della variabilità del fenomeno l'ipotesi più favorevole contempla una perdita di due virgolà due milioni mentre nello scenario peggiore si arriverebbe a sei milioni e mezzo.

00:16:40: Il progressivo spopolamento interesserà in misura significative il mezzogiorno dove la popolazione passerebbe secondo lo scenario mediano da diecianove virgola nove milioni nel duemila ventiquattro a sedici virgolà quattro nel due mila cinquanta con criticità maggiori nelle aree interne.

00:16:58: Più ridotti cali nel centro, da ondici virgo la sette milioni ha undici e nel nord da ventisette virgolo cinque a ventisetti virgoli tre.

00:17:08: in Emilia-Romagna invece l'andamento della popolazione risulterebbe favorevole dai quattropirgola quattromilioni del duemilla ventiquatro ai quattro virgola sei del due mila cinquanta grazie soprattutto all'azione positiva delle migrazioni interne con l'estero.

00:17:24: Riguardo la struttura per età della popolazione, entro il duemila cinquantana le persone di sessantacinque anni e più potrebbero rappresentare il trentacuatro virgolo sei per cento dall'attuale vinticuattro vírgola tre.

00:17:39: in conseguenza del transito verso le tasse nili delle generazioni La quota di giovani fino a quattordici anni è prevista in ulteriore discesa, fino a toccare l'undici virgola due per cento nel duemila cinquanta.

00:17:54: Nonostante una fecondità imparziale recuperò.

00:17:57: In valori assoluti la componente giovanile scenderebbe da sette virgolà due al sei virgolo uno milioni.

00:18:04: Contemporaneamente la popolazione tal lavorativa, quindici sessantacuattro anni passerebbe dal sessanta tre virgla cinque al cinquantacuratro virgolar tre percento.

00:18:21: parleremo in chiusura delle conseguenze di queste trasformazioni che saranno come potete immaginare oltre modo rilevanti, ma vorrei prendermi del tempo per affrontare il tema degli scenari demografici delle generazioni più giovani, in particolare di quelle universitarie.

00:18:36: L'analisi dei dati sull'andamento della popolazione di età compresa tra i diciotto e ventiquattro anni nel periodo due mila a due e duemila cinquanta evidenzia alla progressiva riduzione di questa coorte demografica.

00:18:49: Nel due mila due la popolazione residenze di età di ciotto ventiquattro anni era pari a circa quattro.

00:18:54: virgola sei milioni scesa quattra virgolo uno nel duemila ventiquatro sotto l'azione come abbiamo visto di una natalità decrescente.

00:19:03: Le previsioni indicano una riduzione itale contingente fino a circa tre milioni entri il duemilacinquanta secondo lo scenario mediano.

00:19:12: Il calo riflette le dinamiche di natalita registrate negli ultimi decenni caratterizzate da una progressiva riduzione delle nascite a partire dagli anni ottanta e un ulteriore indebollimento dopo il due milaotto, duemila dieci.

00:19:26: Un andamento che peraltro sta già incidendo sulla popolazione studentesca non maggiorenne.

00:19:33: all'interno di questa traiettoria è possibile distinguere tre fasi principali.

00:19:39: la prima che si estende dal due milanue alla metà degli anni duemiladieci è caratterizzata da una mercata di minuzione della popolazione giovanile.

00:19:48: In questo periodo la corte dei dieciotto ventiquattro anni si riduce di circa un milione di unità, rifrettendo gli effetti del forte caldo delle nascite registrato negli anni ottanta e nei primi anni novanta.

00:20:02: Segue una fase temporanea di stabilizzazione in moderato recupero collocabile tra la seconda metà degli anni duemila dieci e l'inizio degli anni due mila trenta dovuta la maggiore consistenza delle generazioniinate tra la fine degli anni novanta ai primi anni duemi la imparte al contributo di flussi migratori.

00:20:22: Durante questo intervallo, la popolazione potenziale torna a collocarsi su livelli prossimi ai quattro virgola uno o quattra virgolo due milioni d'individui configurando una sorta di finestra demografica relativamente favorevole al sistema universitario.

00:20:38: A partire dal prossimo decennio, tuttavia le previsioni indicano una fase di contrazione più marcata e strutturale.

00:20:46: Dopo il二 mila e trenta la popolazione è infatti destinata a ridursi rapidamente fino ai già citati tre milioni circa d'individui entro metà del secolo.

00:20:58: Si tratta di una tendenza destinata ad incidere in modo significativo sulla dimensione del bacino potenziale di giovani interessati all'istruzione tersearia apparità ovviamente di tassi di partecipazione agli studi universitari e che ha comuna tutti i livelli territoriali anche se con riflessi diversi.

00:21:17: Nel mezzo giorno la riduzione attesa sarebbe pari a settecentocinquantamila unità mentre nel centro e nel nord risultrebbe più contenuta, rispettivamente cento novanta mila e centosettanta mila giovani.

00:21:30: Inprospettiva.

00:21:31: le aree caratterizzate da dinamiche demografiche più deboli come diverse regioni del mezzogiorno potrebbero sperimentare riduzioni accentuate della popolazione studentesca, mentre i poli universitari maggiormente attattivi compenserebbero almeno in parte con la mobilità interna e internazionale.

00:21:49: In questo contesto amuenterà a mio avviso la rilevanza per le università italiane dell'internazionalizzazione dell'offerta formativa ed l'attrazione di studenti dall'estero così come il consolidamento di percorsi di formazioni permanenti volti ad esempio ad accompagnare lo sviluppo di nuove competenze nelle tecnologie digitali o nell'area della sostenibilità.

00:22:14: Il tema dell'istruzione e della formazione è del resto centrale per il futuro del Paese, in occasione del centenario dell'Estat che ricorre proprio quest'anno abbiamo deciso di raccontare le trasformazioni dell'Italia attraverso un secolo di statistiche La prima storia di dati diffusa qualche settimana fa ed è dedicata proprio all'istruzione, come direttrice d'investimento personale e collettiva fondamentale.

00:22:39: Come potete vedere nella figura i progressi nell'istruttione sono stati rapidi.

00:22:44: nel one milenovecentocinquantuno il novanta per cento della popolazione di sei anni e oltre disponeva al più della licenza elementare.

00:22:52: Il cinque virgola nove aveva licenza media, il tre virgolatree un diploma e appena l'uno per cento un titolo universitario.

00:23:00: Oggi oltre la metà dispone almeno di un diploma secondario superiore quasi il diecia sette percento di un titulo terziario.

00:23:09: Cent'anni fa nel del milenovecento vintisei si laureavano meno di otto mila persone all'anno.

00:23:15: Nel mille novecentosettanta sei i laureati erano devenuti settanta due mila cento settantuno mila nel due mila e uno, è in seguito all'introduzione delle lauree di primo livello oltre quattrocento mila del duemila ventiquattro.

00:23:29: La quota femminile era del quindici per cento nel milenovecento ventisei circa il trenta per centono negli anni cinquanta superando poi stabilmente quella maschile a partire dal millenovecento novantuino.

00:23:42: come appare chiaro i miglioramenti sono stati importanti e hanno modificato in meglio i percorsi di vita le opportunità delle diverse generazioni.

00:23:54: L'Italia resta tutta via tra i Paesi europei con la più elevata incidenza di giovani poco istruiti, nel twenty-four alla percentuale di venticinque e trentacuattrenni in possesso di un titolo terziario è del trentuno virgola sei per cento una quota decisamente al disotto della media europea seppure in lieve ma continuo aumento.

00:24:15: positiva ma contenuta.

00:24:17: e anche la crescita del tasso di partecipazione all'istruzione universitaria.

00:24:21: Nell'anno accademico, il cincuanta due virgola quattro per cento dei diplomati a un corso di istruzione secondaria di secondo grado risultava immotricolato all'università nello stesso anno del diploma era il quarantanove virgolo uno percento dieci anni prima.

00:24:38: Nello stesso arco di tempo, il numero d'immatricolati è aumentato di quasi il trenta per cento sfiorando nell'ultimo anno le trecentocinquanta mille unità con un incremento più consistente nel nordeste e minore al sud.

00:24:52: Appesare sulla riduzione della presenza dei giovani in alcune aree del paese è anche la mobilità universitaria.

00:24:59: Nel duemila ventitreduemila venti quattro il dieci virgola uno per centono dei giovani si immatricola infatti in una teneo situato in una ripartizione diversa da quella di residenza.

00:25:10: I flussi fra le ripartizioni confermano la tendenza delle giovani matricole a spostarsi dal mezzo giorno verso il centro nord.

00:25:18: Negli ultimi dieci anni, La mobilità per motivi di studio ha riguardato oltre trecentosedici mila giovanni circa duecentoventicinque mille dei quali residenti nel mezzogiorno.

00:25:29: Nel complesso delle immatricolazioni due giovane su cinque del mezzogiorno si sono spostati verso il centro nord, quasi il doppio dell'incidenza nazionale e otto volte il valore del nord.

00:25:44: I dati evidenziano inoltre come il ritmo di crescita degli immatriconalti stranieri risulti decisamente più consistente di quelli degli italiani.

00:25:53: In particolare i residenti all'estero che scelgono di venire a studiare in Italia sono più che triplicati in dieci anni.

00:26:00: è un segnale positivo.

00:26:02: Dobbiamo sempre ricordare le giovani generazioni i maggiori ritorni occupazionali dell'istruzione terziaria e aggiungerei il suo ruolo nel ridurre i divari di genere.

00:26:13: Nel twenty-quattro il tasso di occupazione fra chi si è laureato nei tre anni precedenti, indicatore europeo nel quadro strategico per la cooperazione nel settore dell'istruzione, raggiungi il seventy-sette virgola tre per cento fa i venti trenta quattre anni mentre scende al sessanta virgora sei per centno tra i neo diplomati.

00:26:33: In entrambi casi siamo comunque in ritardo rispetto ai valori medi europei nonostante il recupero negli anni successivi all'emergenza sanitaria.

00:26:43: Nel rapporto annuale dello scorso anno abbiamo messo in luce, guardando la cohort dei Nati del novantadue che le opportunità di istruzioni continuano a dipendere ancora troppo dall'origine familiare e dal territorio di residenza dei giovani.

00:26:57: Segno che la mobilità sociale non è scomparza ma forse è divenuta più difficile e selettiva.

00:27:08: Per vostro sollevo vengo ora alle conclusioni.

00:27:13: Vengo ora alle conclusioni.

00:27:14: Gli scenari demografici del Paese configurano oggi e ancora più, nel prossimo futuro una popolazione diversa rispetto al passato con nuovi bisogni sociali ed economici ma anche voglio sottolinearlo nuove potenzialità.

00:27:29: Più che destinzione demografica ci piacerebbe parlare di adattamento della società a un regime demografico inedito e a modelli di vite e aspettative differenti nel quale il tema centrale sarà la capacità delle istituzioni e delle politiche di governare i cambiamenti in atto ed rifinire i nuovi equilibri fra le generazioni, e necessariamente tra le risorse pubbliche disponibili.

00:27:54: Un compito che riguarda per altro gran parte delle società occidentali.

00:27:58: Sappiamo che le trasformazioni demografiche avranno effetti profondi sull'economia e alla società.

00:28:04: Penso alle conseguenze sul mercato del lavoro L'Istituto stima un calo di oltre tre milioni di persone attive da qui al due mila cinquanta e sul sistema di welfare e sulla sanità per rispondere ai fa bisogni crescenti di una popolazione che invecchia, e a reti e strutture familiari che si fanno più rarefatto.

00:28:24: Nuove equilibri saranno indispensabili anche per rispendere ai cambiamenti indotti dalla tecnologia ed alla ricerca di una maggiore sostianibilità ambientale con un'attezione crescente e oltremode indispensabile verso l'impatto intergenerazionale delle misure intraprese.

00:28:44: Come più volte abbiamo ricordato alle giovane generazioni, anche a quelle di origine straniera che scelgono di vivere nel nostro Paese andrà garantita maggiore autonomia economica stabilità del lavoro e politiche di welfare e conciliazione che siano all'altezza loro e delle loro famiglie contrastando la povertà educativa e le disparità di accesso ai livelli più alti dell'istruzione e promovendo anche un aumento della qualità della domanda di lavoro.

00:29:12: Per governare i cambiamenti in atto non esiste un'unica ricetta, ma la necessità di politiche integrate e multidimensionali.

00:29:21: Non deve sorprendere però se voglio dedicare ma vorrò poche parole un ultima parola agli anziani.

00:29:27: Oggi non solo vivono più a lungo ma lo fanno in condizioni di salute e di vita sensibilmente migliore.

00:29:34: è anche per questo che l'invecchiamento della popolazione dovrebbe essere affrontato in modo da valorizzare le opportunità offerte dalla maggiore longevità e promuovere nuove forme di solidarietà fra le generazioni.

00:30:11: che ha pronunciato il suo intervento il XXVII marzo, nel l'Aulamagna di Santa Lucia in occasione della cerimonia d'inaugurazione del novecentotrentottesimo anno accademico dell'Università di Bologna.

00:30:30: Vi aspettiamo alla prossima al malexio!

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