#73 - Patrizio Bianchi, dalla fondazione del DAMS alla strage della stazione di Bologna

Show notes

Patrizio Bianchi, docente, economista e politico italiano, ha tenuto il suo intervento il 28 febbraio 2022 nell’Aula Prodi dell’Università di Bologna durante l’evento dal titolo “Ricordo di un ragazzo. Sergio Secci” all’interno delle celebrazioni per i 50 anni della fondazione del DAMS.

Show transcript

00:00:03: Benvenuti ad Almalexio, il podcast dell'Università di Bologna dedicato all'Elexio Magistralis tenute da scienziati intellettuali e personaggi illustri che nel corso degli anni sono stati invitati dall'università di bologna a condividere loro sapere e contribuire alla divulgazione della conoscenza.

00:00:22: Nella puntata di oggi ascoltiamo Patrizio Bianchi, docente, economista e politico italiano che ha tenuto il suo intervento nel ventotto febbraio d'unile veintidue nell'Aula Prodi dell'Università di Bologna.

00:00:33: Durante l'evento ricordo di un ragazzo Sergio Secci all'interno delle celebrazioni per i cinquant'anni della fondazione del DANCE.

00:00:42: Buon ascolto!

00:00:47: Grazie moltissimo lettore, permettetevi di salutare il Presidente, mio Presidente Permettete di saltare il Presidente Bolognese, permettetemi di salutare tutti voi e permettitemi di dire che non possiamo iniziare nessuna cosa anche nei giornati di oggi senza ricordare l'Ukraine.

00:01:07: Non è possibile che in ogni momento pubblico di cui noi disponiamo non respingiamo con tutta la nostra forza l'uso delle armi.

00:01:20: credo che sia questo il segno che deve essere chiaro per tutti noi.

00:01:25: L'Italia ripudia la guerra, stop!

00:01:28: Il resto è un'altra cosa.

00:01:31: Su questo però permettetemi di cominciare subito alla riflessione che mi è stata chiesta e per quale ringaste già come manzole.

00:01:37: Grazie già come moltissimo di questa riflessione che oggi riguarda due eventi lontanissimi.

00:01:43: fa di loro proprio di segno opposto non a parte da strage due agosto, un'estrage che è arrivata al culmine di un percorso di morte.

00:02:06: E dall'altra parte della fondazione del DAMS l'intuizione straordinaria di un gruppo d'intellectuali della necessità in quel momento di trovare delle vie nuove per poter esprimere tutto quello che c'era i nostri giovani nel nostro Paese.

00:02:32: Due fatti sono legati dalla figura di Sergio, Sergio è il tramite che lega questi due eventi e quindi permettetevi di fare proprio questa riflessione da riflessioni che riguarda prima la strage poi che riguarda la fondazione del Dams e poi quello del giovane che ha bisogno di trovare le sue strade, le sue vie per potersi esprimere.

00:03:04: Mi sapevo benissimo che la stagia del due agosto è arrivata alcune di un momento in cui prevariva l'idea di ideologie di morte.

00:03:18: Era cominciata il XII di dicembre del XIX, era cominciato lì quella strada, quella percorso tragicissimo.

00:03:30: e ricordatevi soltanto a poche date che riguardano il Muevo in XIII.

00:03:35: In gennaio viene ucciso Pier Santi Mattarella, viene uccito dalla mafia, febbraio viene Ucciso Vittorio Bachelet In marzo mi ucciso i giù di Cegali a Milano, in maggio mi uciso Walter Tobagi.

00:03:54: Guardate proprio la capacità di andare a individuare tutte le icone di una paese libero.

00:04:06: e poi c'è stato... ...in giugno, al fine di giugne c'ha stata Ustica e poi ci è stata la Stagia di Bologna.

00:04:18: Bolognia che credo che fra tutte le città d'Italia sia quella che ha pagato il prezzo più alto.

00:04:23: Nell'Ottanta Quattro c'è stato l'Italicus, nell'ottanta quattro ci è stato il novecento equattro, il rapido novecentosquattra.

00:04:34: Tutti segnali di forze che tentavano di bloccare quel principio di libertà che è fondante non solo per la vita collettiva ma anche per stabilire quale vita colletiva vogliamo.

00:04:57: questo principio di Libertà che quello che fa paura e anche nelle riflessione che stanno facendo questi giorni.

00:05:05: C'era questo titolo che diceva Putin a paura della nato, non alla paura delle libertà.

00:05:11: questa idea di una libertà che non è quella del libertino ma quella organizzata strutturata ragionata definita all'interno di quella cortinice costituzionale che ci ricorda che noi siamo parte di un Paese in una Repubblica che comincia.

00:05:32: l'articolo due riconosci i diritti individuali ma obbliga al dovere inderogabile della solidarietà.

00:05:43: Diritti e solidariatà è quel pilastria di una democrazia e della nostra democrazione in particolare.

00:05:52: all'interno di quel percorso diventa fondamentale però partecipare, ma la partecipazione ha un costo di un essere in grado di partecipire.

00:06:02: bisogna avere voce per partecipare, avere strumenti per poter esprimere se stessi ed è stato questo che è emerso alla fine degli anni sessanta.

00:06:12: Io sono più vecchio di Giovanni quindi mi ricordo meglio le cose, io ero nel settantuno quando venne fondato il Dams e mi scrivevo scienze politiche anche scienzie politiche di Bologna come il Damm.

00:06:24: fu il risultato di uno straordinario lavoro intellettuale che aveva le sue radici, lo sappiamo quando nel cincuenta e due un gruppo di ragazzotti prese il suplemento culturale del Carlino che si chiamava Il Mulino ed è deciso di portare in Italia quello che si chiama la nuova scienza.

00:06:49: Nel cinquanta e quattro viene fondata la fondazione Il Mulinno poi ci fu la casa di Trice.

00:06:55: e poi ci fanno comunque l'idea che l'Università di Bologna rimane l'università di bologna.

00:07:04: Lo dico io che a un certo punto ne sono andato come mi iniziava Andrea Atta, da Bologna non se ne va a minorsi torni con il manto di direttore.

00:07:14: Cose che poi ho fatto anche se sono arrivato a dirgli lo tappo tardi.

00:07:19: Però questa idea di una bologna sempre sulla frontiera della democrazia, questa bolognia ha anche attaccata da tutti coloro che erano contro la democrazia.

00:07:34: Questa bolognia però è capace di cogliere le trasformazioni.

00:07:39: sono il segno con cui siamo arrivati al dams.

00:07:43: Il dams, io me lo ricordo bene perché in quel tempo volevo poi decidere se andare senza politiche e al damse poi ho certo senza politica.

00:07:55: Il Damse non era e non voleva essere un sostituto o un surrogato dell'academia o del conservatorio.

00:08:03: Quelle cose che oggi noi chiamiamo quell'orribile acronimo di Affam.

00:08:07: Si deve anche abolire gli acronimi.

00:08:09: intanto ma è qualche cosa di più.

00:08:15: Io credo che Benedetto Mazzullo, Umberto Ecco, Lei di Marco Naldor tutti e noi cerca di nuove linguaggi.

00:08:25: Al fin dei anni sessanta era evidente che il mondo era in bollitura, stava cambiando.

00:08:32: non ce lo diceva soltanto il maggio francese.

00:08:35: Il sessantassette esce un libro che io mi ricordo per me è stato incredibile che era l'istituzione negata di Franco Basaglia che cominciò lì tutto il percorso ad esempio di apertura dei manicomini.

00:08:56: L'Osteso Sittantuno c'è la istituzione di psicologia democratica, fiorivano i teatri di periferia.

00:09:07: Adesso se posso raccontare una cosa personale io stesso avevo un teatro di perifferia e poi siamo andati a lavorare nel Manicomino di Ferrara.

00:09:16: è il destino avvolto che nel settantuno fossi il rappresentante di Ferrara alla riunione del psichettine democratica, pensate della vita come complicata.

00:09:24: Il bisogno di nuove linguaggi, il bisogno del trovare dei nuovi canali e di forzare i canali dell'espressione come partecipazione democratica alla vita della repubblica l'idea di trovare la possibilità di andare in una periferia, in una cantina, in un circolarci in un qualsiasi portico.

00:09:46: circolarzi perché è la mia esperienza.

00:09:48: andai in un manicomio, andare davanti a una fabbrica.

00:09:55: Sessantotto in Italia non è stato il santotto di studenti, è stato un sessantotto di operari, non ne dimentichiamolo.

00:10:01: e il lungo percorso poi arriva fino all'affine degli anni...fino al milano e centottanta con la lunga occupazione della Fiat e poi con la macchina di quaranta mille.

00:10:14: Bisogno di trovare nuove linguaggi nell'assunto di base che in quel tempo si assumeva di avere più idee che canali per poterli comunicare.

00:10:32: Oggi ci troviamo in situazione molto diversa.

00:10:35: Il mio è l'anno in cui viene fatta la prima e-mail, viene inventata l'e-mail di milioni di settantuno.

00:10:42: Pensate se qualcosa è impossibile oggi?

00:10:46: Oggi troviamo una situazione paradossalmente contraria.

00:10:49: Non intanto vieni il sospetto che ci sono più canali... ...per dire le cose.

00:10:54: che cosa da dire.

00:10:57: Viene il sospetto che ci son molti più strumenti di comunicazione che non contenuti di comunicazioni.

00:11:05: Tant'è vero che è diventato un mestiere il content marketing, la ricerca spasmodica dei contenuti e per contro l'incapacità di controllare i canali, di verificare la veridicità dei contenutti a volte anche l'incapacità.

00:11:32: Allora io credo che la considerazione da fare è proprio questa.

00:11:37: C'è ancora bisogno del dams, in un'epoca in cui è cambiato anche il tipologia di stimo di cui noi godiamo.

00:11:46: Io dico sempre che quando ero un ragazzo mille anni fa, io andavo al cinema una volta alla settimana, andavo a cinema dal parete, il quale facevo un film che non era neanche in seconda visione, era forse in quattrocentesima visione e ogni passaggio veniva tagliata un pezzetto.

00:12:05: Ho visto i dieci comandamenti in traquarti d'ora alla fine.

00:12:10: Oggi noi tutti viviamo sotto uno stimolo continuo, noi tutti in ogni momento sul nostro video, sul nostro telefono, sul nosso computer abbiamo una disposizione migliaia e migliaie di film, di stimoli, di espressioni linguistiche.

00:12:34: Il Dams nacque.

00:12:35: questo mi colpi perché coloro che crearono il Dams erano critici e quindi esercitavano una funzione fondamentale che è la capacità di selezionare, la capacita di vedere con occhio esterno un'evoluzione in un'espressione artistica.

00:12:57: C'è ancora bisogno dei dams oggi, scusate la provocazione io credo che ci sia uno straordinario bisogno di capacità critica, di analisi del linguaggio, di analogi dal parola e di quelle cose che chiamerei citando ben alti maestri, una semiotica sociale cioè la capacità di cogliere i segni della trasformazione del nostro tempo.

00:13:24: Noi viviamo una sorta di presente continuo dove il nostro problema vedete e non soltanto aveva informazioni ma l'informazione in cui si esprime è già vecchia, già andata fino a ieri.

00:13:42: se in un telegiornale non c'era un virologo non era un teleggiornale.

00:13:47: già oggi è già andato, già passato.

00:13:49: ci voglio indistorici ma anche voi passerete.

00:13:53: Non so quando sarà il tempo degli economisti applicati ma penso che sia già andata.

00:13:58: però il punto di fondo.

00:13:59: e questo.

00:14:00: come si fa a riconquistare il tempo?

00:14:03: Si riconquista il tempo se si riconquesta la parola se della parola abbiamo non soltanto l'avveridicità ma anche la sostanza del segno.

00:14:13: e ora torniamo a Bertoeco.

00:14:14: togliamo alle origine del dams.

00:14:17: E qui credo che sia importante tornare alla riflessione, ti facevamo prima proprio sullo studente, sul laureato, su Sergio Secci.

00:14:30: Che vorrei ricordare con tutte le vittime di tutte le stragi.

00:14:38: Vorrei ricORDARE anche con Lidia e il contorquato Secchi.

00:14:43: Ricordando che le vettime delle stragi non sono soltanto i morti ma sono anche quello che supervivono.

00:14:51: Vorrei ricordarlo però, ricordando proprio questo che il nostro dovere è dare canali di espressione.

00:14:59: Canari di partecipazione.

00:15:02: e se ieri eravamo in condizione di aridità oggi siamo in condizioni di palude forse di eccesso se può essere la parola eccesso per quello che è la capacità d'espressione.

00:15:16: non credo che ci sia eccesso.

00:15:18: c'è un bisogno di più di capacità di critica bisogna dare di più strumenti di lettura, bisogna darvi di più modalità e strumento di sperimentazione del senso stesso delle cose.

00:15:34: E ora vi domando a cosa serve la scuola oggi in epoca d'internet?

00:15:38: Io me lo domando, mi domando un po' due giorni per il ministerio che faccio.

00:15:41: A cosa serve una scuole?

00:15:43: Una volta possa servire per dare informazioni.

00:15:46: Oggi noi siamo tra volte di informazioni, siamo tra volti di segni.

00:15:52: E allora la scuola riprende il suo valore fondante, che è primo, permette ad ognuno di noi di usare gli strumenti del tempo.

00:16:04: Non è cosa da poco eh?

00:16:06: Perché oggi rischio di essere usati dagli strumentari del tempo.

00:16:10: e rischio è che le nostre nuove catene abbiano questa forma, forse più moderno di questo, dittura una camera sua.

00:16:17: ha successo a un cinque.

00:16:21: Cioè permette ai nostri bambini di usare gli strumenti e di non essere usate dagli strumentii, di non esser dipendenti come tante volte vedo quando in ogni momento noi stessi non riusciamo ad avere uno spazio di noi stesse se non è riempito dal digitare.

00:16:43: Il secondo però è quella della comprensione.

00:16:47: la scuola deve aiutare a comprendere nel senso letterale.

00:16:50: al termine dice serve a capire.

00:16:54: no non è sufficiente capire Bisogna abituarsi umilmente a comprendere, cioè tenere insieme perché ci sono delle cose che non si capiscono.

00:17:06: Con quanto volontario possa metterci o con quanto accume, io la guerra in Ukraine non la capisco.

00:17:16: Fatela capire a qualcuno.

00:17:18: Si bisogna comprenderla, cioè tenerla insieme.

00:17:21: Tenene insieme con altre cose, con altre situazioni, con altra esperanza... I nostri bambini, le nostre bambine devono imparare a comprendere.

00:17:32: E comprendere vuol dire comprendere anche l'altro.

00:17:35: Vuol dire anche mettersi ogni tanto nei panni dell'altro, dei panni scomodi stretti dell' altro e dall'altra parte però è a fare comunità.

00:17:46: la scuola serve a fare comunità.

00:17:48: quando in maniera testarda, me l'hanno detto tante volte abbiamo voluto tenere scuole aperte a marzo dal scorso a settembre il dieci di gennaio Dicevamo, la scuola serve a fare comunità.

00:18:03: Serve da ricompore l'idea che la base della nostra democrazia sono i diritti e la solidarietà.

00:18:11: Cioè stava qua e non c'è.

00:18:14: Il testo dice... La Repubblica riconosce tutela ai diritti perché i diriti vengono prima della Repubbblica ed il dovere è inderogabile.

00:18:25: Ora io credo che in questo ricordo di Sergio Secci e nella dedica che viene fatta di questa stanza.

00:18:36: Io credo che ancora una volta in un'està di Bologna abbia la capacità di ritrovarsi alma matera, anche per tutti i colori che poi come ho fatto io ho fatto altre scelte ma rimangano a mia alma mater senza nessun dubbio.

00:18:51: Questa cioè è riuscire ad intuire i cambiamenti e mettere a disposizione le straordinarie capacità dei propri docenti di essere intellettuali in senso pieno.

00:19:06: Noi che veniamo alla scienza politica, lo dico a lui.

00:19:10: Abbiamo avuto la fortuna pochi anni prima del dams per trovare Andrea Tardigò al Berigo, Federico Mancini e Matteucci che sicuramente avevano matrici territoriali diverse che però si trovarono nel comune disegno dove avere nuove frontiere su cui impegnare i propri studenti e le proprie studentesse.

00:19:37: Benedetto Mazzullo, Humberto Eco, Barilli, in quello stesso momento capirono che era necessario spostare la frontiera ed è necessario muoversi più in là.

00:19:52: Noi ci troviamo una situazione diversa perché la situazione per definizione della storia sono diverse ma che ci obbliga a pensare di spostarli alla frontiera.

00:20:01: dobbiamo spostarla.

00:20:03: Noi ci stiamo impegnando in una, non voglio dire a parolare il forno della scuola perché porta male in questo paese.

00:20:10: In un ripensamento della scuela e si fatemelo dire così che deve premere ai nostri ragazzi di vivere senza paura l'incertezza.

00:20:21: Mi ho accelto a Stadanturna è l'anno in cui Richard Nixon aprì l'incertezza strutturale mese fine alla convertibilità del dollaro e cominciò la lunga, lunghissima crisi degli anni settanta.

00:20:35: Nessuno sa che cosa succede avanti, però dobbiamo sicuramente permettere ai nostri ragazzi di vivere la trasformazione senza paura.

00:20:46: Noi abbiamo dei cicli tecnologici, dei ciclis storici e dei ciclici politici che ormai sono molto più veloci del tempo in cui si svolge un'attività educativa.

00:20:59: A chi domanda quando uno si scrive?

00:21:03: Cosa farà i bello da grande?

00:21:06: Uno dice cosa farò, farò la persona di questa Repubblica che parteciperava al cambiamento della Repubbblica perché è chiaro che la trasformazione sarà talmente rapida e non riesce a codificare oggi quello che sarà.

00:21:20: E lui ha bisogno di creare persone solide e quindi torna il bisognio di solidità, torna la necessità di avere cultura.

00:21:38: Chi vuole capire che cosa sta succedendo in Ukraine, lega tutti i giornali del mondo.

00:21:43: Si rilega il pezzo anche dell'Odissea quando lui spiega perché sono arrivati alla guerra come la guerra aveva bisogno di parole alti sonanti per coprire interessi meschini.

00:21:56: lo si rilegga e si scopra che bisogna creare persone solide.

00:22:02: e poi bisogna però avere tutta la gamma di strumenti fino alla formazione professionale che dovrà essere uno strumento potentissimo per udurare la dispersione.

00:22:11: ed è uno strumente potentissimo, abbiamo dimostrato in Miliale Romagna.

00:22:15: Abbiamo ridotto a metà la dispersionale con una formazione professionale.

00:22:19: Prima però non avere paura.

00:22:22: e finché i nostri ragazzi non abbiamo paura noi non dobbiamo avere paure.

00:22:26: e non sia paura se si è solide nei propri e nei nostri fortissimi valori democratici.

00:22:37: e con questo mi permetta Rettore di concludere, io credo che il senso profondo della riflessione di oggi è proprio questo.

00:22:45: Il nostro è un paese che ha affrontato e sta affrontando delle prove durissime però è un Paese che è dimostrato ancora una volta e con questo anche l'Europa che di fronte le prove durisime capaci di stringersi ed di dare il senzo proprio della parola democrazia.

00:23:01: Prova democra se partecipare, participare richiede capacità, richiedi strumenti E questo è il ruolo della scuola dell'Università e dei giusti che lo facciamo qui da Alma Mater, nella nostra Alma Mater.

00:23:11: Grazie.

00:23:37: Vi aspettiamo alla prossima al malextio.

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